Oro allocato o non allocato, quali sono le differenze?

Oro allocato o non allocato, quali sono le differenze?

Dal 2016 la Banca centrale europea distingue tra oro allocato e non allocato nelle riserve delle varie banche centrali degli Stati membri. Ma qual è la differenza tra metallo prezioso allocato e non allocato? E’ tutta una questione di proprietà. Per quanto riguarda l’oro assegnato, siamo nel palpabile. Si tratta di lingotti e monete custoditi in caveau gestiti da un commerciante, spesso una banca. Non possono essere prestati o venduti a terzi senza il permesso del proprietario. Il titolare di un conto assegnato ha la piena e completa proprietà del metallo prezioso in quel conto. A differenza del titolare di un conto non assegnato, che ha solo un diritto generico su una quantità di metallo prezioso. Si affida quindi alle azioni del commerciante d’oro che detiene il suo conto.

Le riserve auree segnalate come non allocate sono basse nelle banche centrali europee, dove rappresentano solo l’1-2% delle riserve totali, ma sono la principale fonte di investimento dei privati nelle banche private. Mentre gli investitori devono pagare un po’ di più per l’oro assegnato, in quanto sopportano i costi di stoccaggio, le tariffe per lo stoccaggio del metallo prezioso sono comunque basse, in quanto l’oro è compatto – contate lo 0,1% all’anno del prezzo totale del vostro titolo, a cui potreste dover aggiungere i costi di assicurazione. Ma questo tipo di transazione protegge l’acquirente dall’inadempienza finanziaria del commerciante. L’oro non allocato, invece, è una passività iscritta nel bilancio degli istituti bancari. Pur risparmiando sui costi di stoccaggio, comporta dei rischi: in caso di fallimento della banca, il credito in oro non è garantito. Tuttavia, il conto in oro non assegnato è ancora il modo più comune per detenere un certo metallo prezioso.

FGE/ATC